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Dic 10

I nemici dell’azione

L’azione ha diversi nemici, molti subdoli e difficili da riconoscere. Ne vedremo alcuni insieme, quelli che più di altri non ci fanno agire, senza esserne consapevoli, oppure ci spingono verso azioni completamente inefficaci.
Ti sarà capitato di redigere una lista di buoni propositi per l’Anno Nuovo: se lo hai fatto, sai anche che probabilmente la maggior parte di quei propositi sono rimasti sulla carta e dopo poche settimane il nuovo anno è diventato sempre di più una copia di quello precedente.
Questo perché quando finisce l’anno, sentiamo di dovere cambiare; la data (1° gennaio) ci spinge a “darci una mossa”. Questo accade anche ad esempio per il 40° compleanno, oppure quando siamo davvero stufi di una situazione: tutte cause esterne che ci spingono a cambiare.
Quando il cambiamento è spinto dall’esterno però, non esiste una motivazione interna, né una direzione, e dopo poco tempo ritorniamo alle vecchie abitudini.

Lo stesso vale per l’entusiasmo o la motivazione: a volte siamo spinti ad agire grazie a queste due emozioni, che però svaniscono rapidamente. Obiettivi lunghi e complessi richiedono disciplina e la formazione di routine mentali e comportamentali di grande efficacia: l’entusiasmo svanisce non appena ci troviamo di fronte al primo ostacolo e la motivazione non sempre è presente. Se agiamo solo quando siamo carichi e motivati, il nostro obiettivo non verrà mai raggiunto.

Un altro grande ostacolo sono le decisioni. Torniamo all’esempio della lista di buoni propositi dell’anno nuovo: quando decidiamo di fare qualcosa, quando definiamo un grande obiettivo o cambiamento, ci sentiamo bene. Creiamo quasi l’illusione di avere già agito, quando tutto quello che abbiamo fatto in realtà è prendere una decisione Questa illusione può bloccarci per mesi o anni: razionalizziamo il fatto che non stiamo agendo dicendo a noi stessi: ormai ho deciso, cambio! Però ci vuole tempo, non posso rischiare!
Questa è una potente giustificazione per farci sentire bene, e allo stesso tempo rimanere sempre nella stessa situazione, magari compiendo qualche piccola azione nella direzione del cambiamento, che però non ha una grande efficacia, ma che ci culla ancora nell’illusione di essere sulla buona strada,

Un altro grande problema è che spesso non sappiamo veramente cosa vogliamo. Molti di noi sono cresciuti senza avere mai imparato come costruire un obiettivo per noi importante (e non per altri), definire un progetto, un piano d’azione, essere abbastanza resilienti per imparare dalla realtà quando falliamo senza cercare scuse o capri espiatori. Così la nostra azione spesso non ha una direzione precisa e manca quindi di alcune caratteristiche fondamentali:
– Uno scopo preciso, un perché che ci permette di agire anche quando è difficile;
– Una direzione precisa, che ci permette di eliminare attività e obiettivi non importanti, definendo le priorità;
– Le giuste routine, che ci permettono di automatizzare comportamenti efficaci, moltiplicandone i risultati.

Un altro problema è che vogliamo agire sono quando “siamo pronti”, ma “essere pronti” per noi significa avere tutto sotto controllo, tutte le risorse disponibili e la possibilità di raggiungere l’obiettivo in poco tempo, senza rischi.
Questa condizione non è raggiungibile ed è per questo che molti di noi vivono in un costante stato di preparazione, che oltretutto giustifica il loro non agire. Quando si chiede loro a che punto sono con il loro obiettivo, risponderanno: “mi sto preparando,” oppure “non è ancora ora, ma lo sarà presto”, proteggendo la propria autostima ma non concludendo niente.

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