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Nov 05

Le tre domande fondamentali per il problem-solving in azienda

I manager in azienda si trovano ogni giorno davanti a sfide che devono superare per raggiungere i loro obiettivi. Risolvere problemi è un’arte e ogni Leader nelle organizzazioni di oggi deve diventare sin maestro nell’arte del problem-solving. 

Un errore che le persone spesso commettono davanti a un problema è quello di partire immediatamente con la ricerca di una soluzione che hanno già in mente e che probabilmente non sarà perfettamente adattabile al problema che si trovano a dover affrontare, a meno che non ne siano esperte. 

Prima di procedere alla ricerca della soluzione, è importante fermarsi un momento ed analizzare il problema. Ecco tre domande che possono aiutare i manager e i loro team a trovare subito tre aspetti diversi di un problema che li aiuteranno a trovare la soluzione più efficace. 

La prima domanda è: 

Qual è il centro del problema? 

Con questa domanda si va a cercare la causa fondante – o root cause – di un problema. Spesso infatti andiamo a confondere cause ed effetti e, risolvendo questi ultimi, in realtà stiamo solo attaccando il sintomo e non la causa profonda. 

Un manager potrebbe pensare che le vendite di un negozio siano calate per mancanza di formazione dei commessi: in effetti, durante un Mystery Audit in negozio, è stata riscontrata la mancanza dei commessi quando i clienti vorrebbero fare acquisti o chiedere informazioni oppure la frettolosità nel dare tali informazioni quando il commesso si rende disponibile. 

Così il manager decide di comprare della formazione da consulenti esterni per aiutare i commessi a vendere di più. 

Questa situazione però potrebbe essere l’effetto di una causa più profonda: la mancanza di organizzazione dei commessi e del negozio stesso, che costringe i commessi a passare molto tempo in magazzino a cercare i prodotti, riordinare, inserire documenti e che lascia poco tempo per la cura del cliente. 

Prima il manager dovrà dunque lavorare sui processi retail del negozio, per rendere i commessi più attenti a vendere e a prestare cura al cliente. 

La seconda domanda fondamentale è: 

Qual è il nodo del problema? 

Immaginando un problema come un filo ingarbugliato, tentare di tirare parti del filo a caso potrebbe stringere ancora di più i nodi che si sono creati. Questo accade quando cerchiamo di risolvere una parte del problema che consociamo bene, ma che non è il primo nodo del problema: un Direttore Marketing infatti tende a vedere tutti i problemi come una mancanza di comunicazione, mentre un COO guarderà i processi all’interno del reparto alla ricerca del problema. Questo però potrebbe far perdere molto tempo e molte risorse all’azienda. Il nodo del problema è la prima azione da fare, vale a dire il primo nodo da sciogliere, in sequenza, perché il problema diventi più gestibile. In questo modo non si sceglie un nodo che si conosce bene o su cui abbiamo più esperienza, ma quello che in effetti va affrontato. 

La terza domanda è

Qual è il punto debole del problema? 

Quando vediamo un problema, la nostra mente tende ad ingigantirlo. È importante invece ricordare che ogni problema ha anche dei punti deboli, delle falle che possiamo attaccare per indebolirlo e renderlo meno pressante. In questo modo possiamo usare i nostri punto di forza a nostro vantaggio e velocizzare la risoluzione del problema. 

Usa queste tre domande con il tuo team nelle sessioni di problem-solving per cercare di vedere il problema con prospettive diverse e molto più efficaci. 

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