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Dic 14

L’accoglienza del fallimento

Agire fuori dalla nostra zona di comfort significa fallire. Prima o poi succederà: commetteremo un errore, prenderemo una decisione sbagliata, faremo una valutazione non corretta.
È inevitabile, eppure questo è uno degli elementi che impediscono a molti di noi proprio di agire. Perché se non agiamo, se rimaniamo nei nostri pensieri, se pianifichiamo in continuazione ed aspettiamo che il mondo cambi e ci regali un’opportunità di agire senza nessun rischio, non ci muoveremo mai. Questo è il rischio più grande. Rimanere immobili in un mondo che invece continua a cambiare, a rinnovarsi ed evolvere.
Vincere significa avere la capacità di fare tre cose:

1. Agire con le risorse a disposizione – quindi agire nel mondo più efficace possibile, certo, ma anche in modo imperfetto, accettando quindi una dose di rischio.
2. Se commettiamo un errore, invece di giustificarlo, di cercare scuse e cause esterne, fermarsi ed analizziamo l’errore, per definire una strategia migliore.
3. Cambiare la parte della strategie che non ha funzionato ed agire di nuovo: abbiamo adesso una strategia più adatta alla situazione e quindi progrediamo.
Per farlo dobbiamo fare silenzio nella mente, essere in grado di guardare il risultato che abbiamo avuto e, quando questo non è soddisfacente, non dare la colpa ad eventi esterni ma comprendere il perché non abbiamo avuto il risultato desiderato.
Per farlo:

1. Guarda il risultato che hai ottenuto e la distanza rispetto a quello che volevi ottenere.
2. Osserva le azioni fondamentali che hai compiuto e che ti hanno portato a tale risultato.
3. Cerca le azioni o decisioni che hanno dato meno efficacia al tuo agire e trova una soluzione migliore.
4. Riprova, misurando costantemente i risultati per potere reagire prontamente.

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