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Ago 19
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Il Modello GROW nel Coaching – Partire dall’obiettivo e non dalla reazione

Ogni sessione di Coaching segue un percorso che parte dalla definizione dell’obiettivo, come visto nell’articolo precedente, e continua con la definizione della realtà – e la presa di consapevolezza, senza giudizio, della nostra situazione e delle risorse che possiamo mettere in campo – fino ad arrivare alla scelta delle alternative migliori e all’azione.

Il modello che adottiamo nella scuola di Coaching di Novaxia è il modello GROW, ideato da John Whitmore, uno dei fondatori del Coaching moderno.
Il modello è formato dalle lettere
G (Goal = obiettivo) R (reality = realtà) O (options = opzioni) e W (will = Piano d’Azione).
In questo modello, una delle prime peculiarità che emerge è l’incipit da un obiettivo, invece che una reazione abituale con un comportamento di routine come di solito accade. Come abbiamo visto nell’articolo sulla peak performance, quando siamo inefficaci spesso adottiamo comportamenti automatici in risposta a input esterni. Veniamo contraddetti = aggrediamo la persona, anche se il nostro obiettivo è quello di trovare una soluzione comune, oppure vogliamo aumentare le vendite dell’azienda ma adottiamo sempre le solite leve di marketing senza considerare l’e-commerce perché siamo convinti che non serva, quando invece il nostro obiettivo è quello di aumentare il nostro target a tutta l’Italia invece che solo il territorio intorno a noi.
Nel Coaching, questo cambiamento di mentalità è fondamentale: per avere risultati, dobbiamo adottare strategie in linea con l’obiettivo che abbiamo, anche se questo significa uscire da una zona di confort ed adottare nuovi modelli di pensiero e di comportamento.

Facciamo una prova: immaginiamo che dobbiamo organizzare una riunione con un team che sta soffrendo di conflitti interni e bassa produttività. Gli obiettivi non sono chiari e sono poco allineati e si sono formati all’interno del gruppo dei sotto-team che si combattono a vicenda. Le precedenti riunioni hanno portato allo stesso risultato: non appena i componenti del team ci hanno espresso il loro malumore sulle nostre scelte e la nostra leadership, noi ci siamo arrabbiati e abbiamo dato ordini, che puntualmente non sono stati eseguiti, almeno non nel modo corretto. In questo caso invece affronteremo la prossima riunione usando il Modello GROW:

GOAL: qual è l’obiettivo della riunione? Il nostro obiettivo è quello di trovare le cause della bassa performance e dell’alto conflitto del team e definire strategie per riportare il team ai livelli di performance precedenti.
REALITY: qual è la situazione al momento? In questo caso, lo chiediamo al team durante la riunione. Le persone ci dicono dei problemi all’interno, causati anche dalla nostra mancanza di leadership: mancanza di obiettivi chiari, oppure presenza di obiettivi contraddittori e a volte non prioritari che però hanno spaccato il gruppo. Mancanza di autonomia decisionale che blocca molti dei progetti in essere, lanciandoli solo quando ormai è troppo tardi, mancanza di comunicazione trasparente tra di noi e incapacità, da parte nostra come leader del team, di ascoltare, perché ci arrabbiamo ancora prima di sentire quali possono essere le soluzioni. Mentre ascoltiamo, sentiamo ancora una volta che la nostra risposta spontanea sarebbe quella di aggredire il gruppo e dare degli ordini: questa volta però pensiamo al nostro obiettivo e ci rendiamo conto che quel comportamento automatico non sarebbe efficace e anzi, otterrebbe l’effetto opposto. Consideriamo così la realtà dei fatti senza giudicarla – competenza fondamentale nel Coaching – e andiamo al passaggio successivo.
OPZIONI – dobbiamo adesso trovare l’alternativa migliore ai comportamenti inefficaci che abbiamo avuto fino a quel momento – vale a dire la strategia mentale e comportamentale più efficace per uscire dalla nostra impasse. Dopo un’analisi accurata, senza giudizio e conflitto, con tutto il team, decidiamo che la cosa migliore da fare sia quello di ripartire dalla definizione degli obiettivi prioritari e dall’eliminazione di quelli contraddittori, con una comunicazione chiara e trasparente.
Passiamo quindi al PIANO D’AZIONE: come team leader, ci impegniamo a verificare con il top management gli obiettivi di tutto l’anno e ed organizziamo insieme al team una giornata insieme per stare insieme, riconnetterci e parlare proprio degli obiettivi che ci potranno unire.
Il modello GROW è semplice ma efficace – occorre però ascolto e capacità di non giudicare quello che la realtà – e le persone – ci dicono rispetto alla situazione presente e quindi, alla strategia migliore per raggiungere il nostro obiettivo.

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