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Gen 24

Il dialogo dell’azione – causa e effetto

Nel dialogo dell’azione, prendi sempre consapevolezza del tuo discorso di causa ed effetto – vale a dire del perché hai un risultato.
Un risultato dipende soprattutto dalle routine, dal sistema che hai costruito per arrivare fino a quel momento – le cause esterne possono influenzare il risultato quantitativo e soprattutto il tempo in cui raggiungerai tale risultato, ma è il processo, il sistema che hai costruito, che fa la differenza.
Quando non hai il risultato che desideravi, significa che il tuo sistema non è corretto per il tempo, il luogo, il mercato in cui stai agendo.
Nel dialogo dell’azione quindi, quando cerchiamo il perché di un risultato, andiamo a guardare il sistema che abbiamo costruito e ci chiediamo:

1. Quali parti del processo hanno funzionato?
2. Quali parti invece non hanno funzionato?
3. Quali parti funzionerebbero, ma non ho messo in atto?
4. Quali parti invece hanno remato contro il mio risultato?
5. Cosa devo fare di diverso, per aumentare l’efficacia del mio sistema?

In questo modo perfezioni il sistema che diventerà prima o poi perfetto per il risultato che vuoi raggiungere. Un sistema però non è mai eterno, anzi: puoi diventare obsoleto molto velocemente. Devi quindi agire velocemente quando ti accorgi che non raggiungi più il risultato che desideri: qualcosa del tuo sistema non è più efficace e deve essere cambiato.

Nel dialogo di chi non agisce invece questa introspezione della causa-effetto è modificata – la persona crea una causa meno dolorosa e soprattutto che non costringe la persona a prendersi la responsabilità del suo stesso obiettivo. Così darà ragioni completamente esterne da se stessa: “non ce l’ho fatta perché non mi hanno aiutato, perché non mi hanno dato i soldi, perché c’è la crisi”.
Questo dialogo risponde alla domanda “perché” con una risposta romanzata che toglie lucidità alla persona e la rende una vittima.

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