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Gen 21

La drammatizzazione dell’ostacolo

Siamo molto più propensi a guardare gli ostacoli, i pericoli, i rischi di un’impresa, piuttosto che le azioni che ci servono per arrivare dove vogliamo. Fissare l’ostacolo però lo rende grande e ci distrae: non passiamo abbastanza tempo e non concediamo abbastanza energie alla costruzione di processi che superino quegli ostacoli o che addirittura non ce li faranno incontrare.
Dopo qualche tempo, quell’ostacolo diventa la ragione per la quale non ci muoviamo: diamo per scontato che non vi siano altre strade – non ho soldi/non ho tempo/non posso trasferirmi/non ho le competenze sono tutte buone ragioni per essere cauti e preparare un piano in modo accurato, ma non sono spiegazioni per non agire. Molti hanno agito nonostante le difficoltà – hanno semplicemente trovato il sistema corretto per arrivare dove volevano.
Nel nostro dialogo interno quindi dobbiamo prestare molta attenzione a come parliamo di un obiettivo: se descriviamo sempre gli ostacoli durante il cammino, è ovvio che non potremo mai agire con sufficiente sicurezza e resilienza mentale e oltretutto non avremo azioni di qualità sufficiente per superare tali ostacoli.
Cominciare a parlare di azione invece, prima di tutto

1. Distrae la mente: siamo consapevoli dell’ostacolo davanti ma non ci facciamo investire emotivamente dall’ostacolo, mantenendo una mente lucida ed un importante focus sull’obiettivo.
2. Ci permette di vedere anche le opportunità: la classica mentalità pessimista riesce a vedere gli ostacoli molto chiaramente, ma non le opportunità. Distanziarci dal dialogo sulle difficoltà ci permette di vedere la realtà in modo più accurato.
3. Ci permette di avanzare, il che a sua volta permette di crescere e diventare più grande dell’ostacolo che abbiamo davanti, perché abbiamo nel frattempo acquisito più sicurezza.

Non stiamo dicendo di non guardare gli ostacoli, anzi: analizzali con cura. Descrivi l’ostacolo in modo oggettivo, eliminando inutili drammatizzazioni. Non dire quindi

“mi servono 10.000 per partire con il mio progetto e nessuno me li darà mai, per cui non riuscirò ad aprire il mio negozio, è tutto inutile!”

Piuttosto analizza con cura e lucidità il tuo ostacolo, raccogliendo informazioni su cosa lo rende un ostacolo – provandone quindi i limiti ad esempio cominciando ad andare in banca a chiedere 10.000 euro e, se non ce li danno, quanti soldi al massimo possono darci oppure quali caratteristiche dobbiamo avere noi per potere ricevere 10.000 euro.

Quando ho iniziato la mia avventura imprenditoriale, la banca non mi ha dato i soldi che servivano per aprire l’azienda. Coì ho cominciato con pochissimo: 28 euro, un sito e tantissimo lavoro individuale. Lentamente l’azienda è cresciuta, due anni dopo l’azienda mi ha concesso un prestito per fare crescere l’azienda e pochi mesi fa addirittura il consulente che ci seguiva, ci ha detto: “avete un rating così buono che potete prendere un altro prestito subito, a condizioni molto vantaggiose”. Avevamo creato le condizioni perché fossero le banche a chiederci di darci i soldi e non il contrario.

Descrivi quindi l’ostacolo riferendolo a te e non a eventi esterni, dopo avere provato i suoi limiti. Ecco un esempio:

Posso avere 5.000 euro subito dalla banca. Mi mancano 5.000 euro – posso chiederli ad altri, oppure posso aprire un’attività più piccola, o ancora solo online per il momento, per arrivare ad essere più credibile.”

Come vedi la descrizione di questo ostacolo è ben diversa – hai testato i suoi limiti togliendo la drammatizzazione emozionale che di solito non ci aiuta e rende l’ostacolo più grande di quello che è. Inoltre, l’ostacolo ti sta raccontando quali azioni devi fare per arrivare a superarlo.

Ricordati quindi di descrivere l’ostacolo testando i suoi limiti, per vedere quali sono veramente le difficoltà e cosa invece ti sei inventato.
Una volta testati i limiti e superati in parte, ridescrivi l’ostacolo con dati e informazioni reali e non con reazioni emotive esagerate (non succederà mai, non ci riuscirò mai, ecc..).
Definisci poi quali azioni servono per superare l’ostacolo residuo che hai descritto.

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