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Set 22
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Quando manca la lungimiranza

Quello che stupisce di più dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, è che il popolo che è rimasto maggiormente sorpreso ed impreparato alla notizia è proprio quello inglese. Dopo alcune settimane dal voto, si stima che più di un milione di persone si sia pentito per il gesto. Una mamma pensa ai propri figli e con un groppo in gola dice: “non pensavo avesse fatto la differenza il mio voto. Adesso rifarei tutto, ho rovinato il futuro dei miei figli.” Molte altre persone hanno dichiarato che avevano votato “Leave” per protesta contro il governo attuale, pensando che non avrebbero comunque vinto.
Sembra quindi che questo voto, di importanza epocale per una nazione, sia il risultato di uno dei nostri più grandi pregi, ma anche dei più pericolosi difetti: la lungimiranza, o la sua assenza.
Il passaggio all’età adulta è normalmente sancito dalla capacità dell’adulto di essere lungimirante, di ritardare cioè un piacere momentaneo per un piacere più grande in futuro. Chi è mai stato a contatto con un bambino di tre anni, sa perfettamente che all’inizio non abbiamo per niente lungimiranza: “tutto e subito” è il nostro motto.
Purtroppo però la lungimiranza porta con sé un grande prezzo da pagare, perché bisogna riflettere e spesso fare sacrifici per ottenere quello che vogliamo.
Molto spesso ci pentiamo di un gesto fatto senza pensare alle conseguenze e anche le operazioni imprenditoriali più grandi possono peccare dell’incapacità di guardare più in là. L’azienda che fa grandi sconti per vendere di più, non pensa che questo minerà la sua reputazione e il valore che i clienti attribuiscono ai suoi prodotti. Per rinascere dovrebbe lavorare sul proprio brand, ma è un lavoro lungo e spesso incerto e quindi si preferiscono azioni di breve durata con un risultato immediato. Che tuttavia sono poco lungimiranti.
Molte delle situazioni poco piacevoli in cui ci troviamo derivano da scelte poco lungimiranti accumulate nel tempo: dal mangiare continuamente dolci, perché ci dà piacere immediato, al non risparmiare per quel corso che ci avrebbe fatto fare carriera e rimanere quindi in un posto che non ci piace.
La nostra mente può essere allenata a fare scelte più lungimiranti, ecco alcuni esempi:
• Evita di fare scelte “cariche emozionalmente”. La scelta di breve termine ha sempre un vantaggio rispetto a quella di lungo: dà un piacere immediato. Una buona pratica è quella di posticipare la scelta quando siamo “emotivamente neutri” oppure di evitare il confronto con situazioni che ci possono tentare. Si consigli ad esempio di non tenere a casa alimenti che non dovremmo mangiare, oppure di andare al supermercato a stomaco pieno.
• Rendi piacevole il sacrificio. Mi guardo un film o lavoro sul mio progetto per l’attività che vorrei aprire? Dopo otto ore di ufficio e avere giocato con mio figlio un’ora, sono stanco. Vorrei guardare un film, ma sono tre anni che voglio diventare imprenditore e non trovo mai il tempo. Allora metto la mia musica preferita e mi sistemo con il mio computer in un luogo che mi piace molto, per rendere molto più piacevole l’esperienza.
• Ricompensa il sacrificio. “Se dedico due ore a questo progetto, poi mi concedo una passeggiata rilassante in centro.” Una ricompensa di breve termine “carica emozionalmente” anche la scelta lungimirante e la rende subito più piacevole. Può diventare anche una sfida: “se corro dieci chilometri, stasera mi merito un aperitivo.”
• Pensa a lungo termine. Quando stai per fare una scelta, fermati e chiediti: “cosa succederà tra un anno? E tra due anni? E tra tre? Cosa succederà se continuassi a fare questa scelta?” Questo ragionamento potrebbe farti pensare a conseguenze negative di cui non eri perfettamente consapevole e intanto “raffredda” il carico emozionale della scelta a breve termine.

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