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Mag 16

Coaching e cambiamento: domande per attivare nuovi comportamenti

Quando il capo non è un mentore, ecco cosa succede ai processi e alla sua agenda: 

  • Se io sono il tuo capo e ti dico di fare qualcosa, tu esegui. 

  • Non ti chiedi perché, esegui il compito che ti do. 

  • Durante quel compito, ho un problema: non ho ben chiaro lo scopo di quel compito o gli obiettivi, quindi non so neanche bene la direzione in cui devo andare. 

  • Quindi chiedo a te capo di darmi una soluzione. 

  • Tu, capo, ricevi quindi solo problemi  e le persone si aspettano sempre una soluzione, anche se a volte chi è sul campo potrebbe avere una soluzione molto migliore. Se solo si applicasse. Ma tu hai insegnato loro a chiedere a te e a non farsi domande. Quindi adesso devi prendere del tempo nella tua agenda per trovare un modo per andare avanti. 

  • Trovi la soluzione e la dai a me: io la provo, funziona e rinforzo la mia convinzione che tu risolvi problemi, perché sei il capo, e io eseguo. 

Risultato? Moltissimi reparti che non sanno cosa stanno facendo, qual è lo scopo di un’azione, come poterla fare meglio, come potere innovare e migliorare comportamenti assolutamente inefficaci e capi strapieni di lavoro, perché devono trovare soluzioni e spegnere incendi. 

Vuoi un modo diverso di lavorare?
Vuoi soprattutto essere pronto quando arriverà il momento in cui l’organizzazione ti chiederà di attivare un processo di change management, o comunque di innovazione, o di cambiare dei comportamenti e le persone sotto di te non hanno la minima idea di come fare per attivarsi, essere indipendenti, fare esperimenti, adottare una cultura agile?
Fai domande.
Inizia ad attivare la straordinaria capacità di tutte le persone di trovare nuove strade, di usare il pensiero creativo per innovare e creare comportamenti e processi più virtuosi
Quando inizi a fare domande e diventare un mentore, chiedendo alle persone di trovare, magari insieme a te, la soluzione, oppure di provare da sole, quando le persone hanno chiaro lo scopo delle loro attività, sanno anche come arrivare allo stesso risultato tramite strade differenti. Ti vedono in modo diverso: non sei il dispensatore di soluzioni, ma un mentore di cui fidarsi e con cui collaborare, non da cui aspettarsi la risposta.
Fai domande: tu cosa faresti? Qual è secondo il tuo punto di vista la soluzione? Cosa vuole secondo te quel cliente che si è lamentato? Cosa dobbiamo cambiare di questo processo per avere un risultato migliore?
Domande che attivano il pensiero creativo della persona e la sua innata capacità di motivarsi quando qualcuno chiede loro un contributo.
Sì perché chiedere la soluzione, o collaborare per essa, è anche motivante per le persone che si sentono importanti e parte di qualcosa di più grande. Vedono applicate le loro idee e comprendono la logica dietro a un “no, questo non è possibile, perché….”.
Diventano molto più autonome e dall’altra parte tu, capo, diventi molto più libero. La tua agenda è leggera e può essere usata per fare strategia e fare crescere il reparto. Starai meglio tu, e staranno meglio gli altri, portando risultati molto migliori.
Inizia a fare domande.

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