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Apr 17

Change Management – parti dal presupposto che nessuno vuole cambiare

Nei processi di Change Management di Novaxia, partiamo subito da un presupposto: nessuno vuole cambiare. Siamo creature di abitudine e odiamo dovere affrontare dei cambiamenti. Tutti vogliono il risultato del cambiamento, ma nessuno vuole passare attraverso il processo che ci porterà a tale cambiamento. Nessuno vuole mettersi a dieta: tutti vogliono essere in forma. Nessuno vuole trovare lavoro: è un processo complesso e a volte lungo. Tutti vogliono avere un lavoro soddisfacente e gratificante. Questa consapevolezza ci permette di evitare alcuni errori che compiono le aziende nel percorsi di Change Management. Eccone alcuni: 

  • Annunciare a gran voce il cambiamento. Molte aziende decidono di parlare di cambiamento alle proprie persone con grande enfasi, come se questo potesse motivare i team, quando invece non appena le persone sentono la parola cambiamento, si chiedono: “cosa mi succederà?” Il cambiamento deve essere prima di tutto comunicato in maniera adeguata, parlando soprattutto di risultati e del processo che seguirà. Le persone vogliono certezze e la parola “cambiamento” le cancella con un colpo di spugna. Prima di annunciare il cambiamento, prepara una comunicazione precisa sul processo da seguire, sul perchè del cambiamento, sui risultati desiderati e sul fatto che tale cambiamento sarà sicuro. 

  • Non dotarsi di strumenti per il Change Management. Esistono già processi e strategie efficaci per il Change Management e vediamo che molte aziende, anche multinazionali, cercano ogni volta di interpretare a loro modo il processo di cambiamento. Se però i manager che guidano il cambiamento non hanno esperienza su questi processi, questo potrebbe portare il risultato opposto: un cambiamento destrutturato, a più velocità, guidato più dalla capacità di leadership dei singoli responsabili che da un processo ben strutturato. 

  • Non dare un percorso chiaro. Parlare di obiettivi è importante, per definire la direzione, ma dopo bisogna parlare continuamente del percorso. Immaginiamo la nostra comunicazione sul cambiamento come un faro che illumina un sentiero di montagna di notte: senza questo, le persone si sentono perse e giustificate a tornare indietro. “Se non vedo niente è pericoloso, meglio tornare alla baita,” direbbero, giustamente, le persone che stiamo guidando sulla cima della montagna. È inevitabile che si creeranno resistenze al cambiamento: mostrare chiaramente il percorso e ogni sua variazione e motivandoli con cura permette alle persone di sentirsi più sicure perchè sanno cosa accadrà giorno dopo giorno, consapevoli del fatto che non perderanno quello che hanno faticosamente conquistato negli anni di lavoro in azienda. 

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