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Mag 24

Se vuoi cambiare comportamenti, comincia con l’ambiente in azienda

Cambiare abitudini è difficile e spesso sbagliamo approccio. Quando scegliamo di metterci a dieta, ritorniamo in una cucina che supporta il nostro peso attuale (ha dolci, alimenti grassi e tutto quello che ci “tenta” a casa) e non il peso desiderato. Se vogliamo allenare le nostre abitudini e non sfidare la nostra forza di volontà, che è molto limitata, dobbiamo creare un ambiente che supporta la nuova abitudine che vogliamo avere.

Tradotto in termini aziendali, significa che non possiamo organizzare un corso teorico per un cambiamento di comportamenti in azienda e poi ributtare i dipendenti in un ambiente che supporta i comportamenti che vogliamo eliminare.

Un esempio lo abbiamo avuto con un potenziale cliente qualche anno fa, un’azienda di logistica e trasporto di pacchi.  Ci hanno chiamato perché perdevano milioni di Euro a causa della tendenza del personale di nascondere i piccoli errori che commettevano sulla linea, che però si trasformavano in enormi errori a valle.

Ci hanno quindi chiesto un corso per fare comprendere alle persone che devono dire quando c’è un errore, ci hanno parlato di responsabilizzazione e di trasparenza. Per capire il vero problema ci è bastata una domanda: “cosa succederebbe, oggi, se una persona ammettesse di avere commesso un errore?” Dopo qualche esitazione, l’HR Manager ha ammesso che avrebbe ricevuto una grande sgridata dal caporeparto. “E’ quello che vogliamo cambiare”, ci ha poi detto, come per giustificarsi. “Quindi parteciperanno anche i capireparto, a cui insegneremo ad accettare gli errori come parte del processo di apprendimento, come in Toyota?” L’HR Manager a quel punto ha dovuto scoprire le carte: “no i capireparto sono contrari a questo corso.”

Ci siamo alzati e non ci siamo più rivisti, perché sarebbe stata una battaglia persa fin dall’inizio.

E’ perfettamente inutile stimolare le persone a fare cambiamenti e poi proteggere proprio quegli ambienti che supportano una cattiva abitudine. Sì, spesso è l’ambiente a fare la differenza. Se so che in azienda chi ammette un errore viene premiato, ha la possibilità di imparare insieme al suo manager e anzi, non viene tollerata la mancanza di trasparenza, ovvio che io farò la cosa che comunque ritengo più giusta: dichiarare che ho commesso un errore per non fare soffrire il mio team o mettere nei guai l’azienda.
Esistono molte aziende però con ambienti che stimolano abitudini tossiche o inefficienti: classico esempio è il reparto vendite che spinge l’aumento di fatturato a tutti i costi. I venditori saranno abituati a concedere sconti e promesse che metteranno in difficoltà l’azienda e cercheranno di vendere, mentendo, oggetti che non servono al cliente.

Per cambiare abitudine, serve cambiare ambiente e precisamente costruire un ambiente che supporti quell’abitudine. Nel caso dell’azienda di logistica quindi, il cambiamento deve partire dai capireparto, che devono supportare la trasparenza e anzi, considerare l’errore come un momento di apprendimento per tutti e quindi un momento di condivisione. Questo diminuirebbe sensibilmente gli errori, che non verrebbero duplicati, e aumenterebbe la fiducia e la trasparenza.
Se dovete fare dei cambiamenti di comportamenti in azienda, pensate prima all’ambiente.
Chiedetevi: “perché le persone si comportano in questo modo?” Soprattutto se il comportamento è generalizzato, è molto probabile che l’ambiente stimoli quel comportamento inefficace, lo premi, lo ricompensi in qualche modo.
Percorsi di Coaching e mentoring possono aiutare, insieme alla formazione, a sviluppare nuove abitudini, ma queste abitudini devono essere poi favorite dall’ambiente quotidiano, altrimenti i percorsi di Coaching rimangono teorici.
L’ambiente deve rendere facile cambiare comportamenti e deve rendere difficile per le persone mantenere il comportamento inefficace. Quindi gli errori sono benvenuti in azienda, se comunicati in tempo e risolti velocemente, e la Nutella non è più benvenuta in cucina.

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