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Dic 15

Business Planning – L’errore che non ti farà mai partire

Molti di noi non agiscono perché sono dipendenti dall’ambiente esterno: partiranno solo quando l’ambiente esterno darà loro una strada adeguata. Così c’è chi sogna di aprire un’attività, ma aspetta prima che passi la crisi, poi che abbia tutte le risorse, poi che abbia comprato la casa. In questo modo, agire diventa impossibile.
È il grande errore del business planning: persone che redigono un business plan molto dettagliato, prevedendo il futuro di una società che non esiste ancora, senza avere sperimentato ancora nulla.
È dimostrato che i business plan hanno una bassa capacità previsionale della performance di un’azienda: e infatti più della metà fallisce dopo pochi anni.
Il business plan deve essere di poche pagine e deve contenere soprattutto azioni basate su informazioni certe: da quelle azioni si partirà per sperimentare.
La sperimentazione dà l’esperienza che ci serve per parlare con cognizione di causa, per reagire a cambiamenti nel mercato, per vedere opportunità che non potevamo neanche immaginare quando abbiamo scritto.

Invece di pianificare per molto tempo e poi partire con molta teoria e poca pratica, magari investendo tempo e risorse in qualcosa che non ha valore nel mondo reale, è meglio partire con poca pianificazione, diretta non al risultato tra cinque anni, ma alla prima azione fondamentale che ci permetterà di sperimentare il nostro modello. Se fosse un business, questo potrebbe voler dire creare un primo prodotto o servizio come test e cominciare a venderlo: ancora prima di avere costituito un’azienda vera e propria. In questo modo vediamo le reazioni dei potenziali clienti e del pubblico e cominciamo a definire meglio il nostro modello di business.

È importante quindi:

1. Definire una minima pianificazione focalizzata sullo sviluppo di una prima Azione da Sperimentare.
2. Partire subito con l’azione osservando con cura i risultati senza giudicare – i dati sono importanti, non le nostre opinioni. Non cerchiamo di giustificare le nostre azioni: se il prodotto non piace, accettiamolo e correggiamo.
3. Correggere la rotta e continuare a costruire la nostra pianificazione, basandoci sulla pratica e non sulla teoria.

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